| INFANTILISMO CULTURALE |
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| Scritto da Minichiello | |||
| Sabato 09 Aprile 2011 20:10 | |||
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694c INFANTILISMOCULTURALE La natura ha preso il posto della Bocconi, senza sfigurare Di Nunziante MINICHIELLO Il lavoro più difficile per ripigliare zone depresse consiste nel combattere l’infantilismo culturale ,caratterizzato da arretratezza antica,consolidata nel tempo e diifesa fieramenteper cui ognuno e per ogni settore od ambiente difende e propaganda il suo status come il migliore: donde derivano antipatie ed inimicizie evidenziate in concomitanza di particolari eventi sporivi, politici e comunque coinvolgenti una affollata platea, che potrebbe essere un’aula scolastica od una sala di locale pubblico. A chiunque sarà capitato di vedere i dileggiare grossolanamente una persona per il solo fatto di presebntarsi più corretta,meglio vestita più educata ed insomma più evoluta. la vanteria degli arretratiè la caratteristica e la conferma della inferiorità e dell’arretratezza di ambienti e di zone ove solitamente si forma il branco ed ove \ettecchisce la legge del branco Nel Sud ed in comunità afflitte da sottosviluppo il lavoro più duro è quello di convincere gli abitanti a riconoscere sul piano strettamente umano e personale proprie carenze e proprie deficienze. Questo motivo, anche se non giustifica spiega perchè i potenti abbiano mantenuto i sudditi nel bisogno e nell’ignoranza, che spesso sono tra di loro interdipendenti. Arretratezza e sottosviluppo si manifestano con impreparazione scientirfica, tecnologica, economica, industriale, commerciale, agricola e culturale in genere: voler migliorare e correggere una tal comunità significa voler inimicarsela. Il sottosviluppo è diventato inossidabile cultura, religione ed immutabile sistema ottimale di vita, preferibile e preferito a qualsiasi altro. In conclusione pur con tutte le responsabilità di terzi, gli abitanti del terzo mondo, del Meridione e dei bassifondi e dei bassi preferiscono stare come stanno piuttosto che cambiare sacrificando una sagra od una partita di calcio.  In particolare non è da escludere che i Meridionali si trovino bene con l’assistenzialismo, anche se ridotti a grande mercato di ogni genere di prodotto straniero ed a grande serbatoio di manodopera per le nazioni più industrializzate. Produzione qualificata meridionale, dall’agricola alla meccanica alla elettrotecnica , all’elettronica ed alla chimica creerebbe problemi esistenziali per gli attuali fruitori del mercato meridionale e per i Meridionali stessi, costretti magari a dotarsi a propie spese di alta scuola e di alta ricerca, cui non sono abituati e cui forse non hanno mai pensato. Anche fatti recenti ed attuali sconsigliano un Merdione produttivo oltre certo turismo e certo impiego dei beni culturali, che potrebbero attrarre acquirenti ed investimenti stranieri, finora piuttosto restii. Anche la tradizione discorda. Infatti finora sono stati esportati prodotti meridionali astratti, che hanno fatto registrare ovunque sostanzioso rendimento concreto ed elevato gradimento, contraddetto solo da qualche frequentatore di televisioni, ma non da utilizzatori, da beneficiari e da consumatori: con queste attività gli operatoridimostrano di non mancare di capacità per conquistare mercati,con poco rumore e notevole guadagno; la natura ha preso il posto della bocconi, senza sfigurare. Terzo mondo, Meridione e Grottaminarda così sono e così resteranno. lo impone la tradizione o la storia o tutte e due insieme. Cambiare vorrebbe dire confrontarsi nella scuola, ove si lotta coi libri che sono armi sconosciute perché visceralmente rigettate:biblioteche di prestigio sono in Germania ove sono considerate alimenti dello spirito, ma non altrove, ove potrebbero essere confuse con raccolte di reperti atti a dar lustro ai beni culturali, che attraggono visitatori e curiosi. senza sfigurare.
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| Ultimo aggiornamento ( Lunedì 19 Marzo 2012 22:40 ) |




