| LIONISMO |
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| Scritto da Minichiello |
| Lunedì 21 Marzo 2011 22:01 |
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Nunziante MINICHIELLO
L I O N I S M O
Lo spirito e la pratica Vera gloria da vera fede.
Nunziante MINICHIELLO editore
Tutti i diritti riservati
PRELIMINARE
La storia dell’umanità è fatta da eserciti e fatta scrivere da pochi, che finiscono per esserne i soli autori: gli altri non esistono che per applaudire. Solo quelli da prima pagina sanno, sanno fare e sanno dire, per cui la base, di un’associazione o di uno stato, mai decide, raramente dice e però, quando le cose non vanno, è la prima a pagare, contro lo spirito democratico affermato ed in concreto disatteso.
PROMOZIONE Nome Nunziante Cognome MINICHIELLO Meriti quelli riconosciutigli dall'avv. Giuseppe Vodola che lo presentò alla famiglia lionistica. Titoli quelli ribaditigli dall’avv. Giuseppe VODOLA col distintivo: uomo, cittadino, lions.
DECISIONE La più civile, la più nobile, la più grande, la più bella CROCIATA che la storia r icordi: il riscatto dei popoli.
IMPEGNO Diffondere l'amicizia tra le genti, affermare la giustizia nei popoli, far trionfare la pace nel mondo, che non avrà più bisogno di beneficenza e di volontariato, perché alle sue necessità provvederà il diritto.
CIVIS 1, la teoria …Aggregare le persone, pur nella loro singolare diversità, il più omogeneamente possibile nella valutazione delle risorse e nella determinazione delle prospettive per un futuro il più sicuro possibile, impegnandole su tematiche politiche, sociali e culturali, che spazino dall’occupazione alla qualità della vita; dalla scuola all’handicap; dalla comprensione e coabitazione di culture, politiche, religioni e razze diverse allo sviluppo civile; dalla questione meridionale alla convivenza in stato di parità.…Affinare e realizzare l’idea d’un mondo nuovo in cui aiutare il prossimo ad essere autonomo e libero è ordinario, normale, naturale. CIVIS 2, la pratica Testimoniare colla parola, col comportamento, con l’azione il principio del reciproco aiuto per migliorarsi insieme ed insieme evitare, correggere od appianare disuguaglianze e diversità col mettersi dalla parte del debole o meno fortunato perché questi non sia danneggiato od offeso ed adoperarsi perché questo possa vivere in pace ed in sicurezza, secondo le sue possibilità e le sue convinzioni; studiare e perfezionare qualifiche e professionalità che potranno incidere positivamente sullo sviluppo della società, sulla educazione e formazione civile, sulla crescita economica e sulla pace sociale colla preparazione, con l’esperienza, con l’esempio, collo spirito di servizio; non fare tanto elemosina, che non sempre è nobile e santa, ma dare soluzione ai bisogni e far si che l’umanità abbia sempre meno bisogno di elemosina; non fare tanto mostra di agiatezza e di prestigio, ma tracciare le linee della libertà e del benessere per tutti; non piangere tanto i morti della violenza, ma adoperarsi per l’eliminazione di ogni violenza; non deplorare tanto le ruberie varie che l’ingordigia ispira, ma suggerire regole semplici e chiare che le impediscano; definire la solidarietà come l’insieme di norme e comportamenti diretti a che il prossimo non soffra bisogno od a redimere il prossimo dal bisogno; ritenere offensive della dignità umana elargizioni, protezioni, raccomandazioni e tutte le forme più o meno mascherate di asservimento; avere fede che nella società ci sono intelligenze capaci di accettare e realizzare tutto questo ed altro ancora.
CIVIS 3, la vita CITTADINO SOVRANO ITALIANO Sciente, cosciente e pensante...Essere di uno Stato il cittadino su cui grava la responsabilità della scelta dei rappresentanti, che, dal Consigliere comunale al Presidente della Repubblica, devono temere costanza di controllo e severità di giudizio. ...Ciascuno partecipi secondo le proprie possibilità e veda nella Comunità la sua sicurezza. Leggi chiare e giustizia per tutti.Competenza ed avvicendamento nelle Istituzioni. Correttezza ed esemplarità di comportamento d’una classe dirigente illuminata e motivata, soprattutto nel Mezzogiorno, che, abbandonando le tradizionali politiche proconsolari, deve trovare in se stesso le vie per mettersi al passo col resto d’Italia più progredito. Una cultura aperta che dibatta e definisca la persona, il cittadino, la famiglia, lo Stato e problemi connessi. La ricchezza al servizio della Comunità, perché in questa, per questa e su questa s’è realizzata. Lo studio ed il lavoro possibili ad ognuno e da ognuno amati, perché unici fondamentidi libertà. ...Non è tanto e non è tutto...
SPECCHIO LA TELEVISIONE La vita è spettacolo. Il narcisismo, l’esibizionismo, l’egoismo e tutti gli altri ismi che ornano ed inorgogliscono l’uomo finiscono là dove si possono orgogliosamente ammirare, ciò che accentua certe umane caratteristiche e debolezze: apparire, farsi vedere, sentirselo dire è grande soddisfazione, chiaro risultato, è conquista, è podio per primi, di cui si gonfiano e si inventano mirabolanti qualità e capacità, per le quali occuperanno la cronaca e molto spesso anche la storia.L’attore non è più un artista capace di far vedere senza rischio e con notevole guadagno le imprese di personaggi storici od inventati: lo spettatore si è talmente lasciato coinvolgere che dell’attore ha fatto eroe vero, politico vero, intellettuale come solo lui può essere, conoscitore di tanto se non di tutto per cui lo si trova presente nei dibattiti che riguardano persino l’esistenza di tanta umanità.La cosa non è passata inosservata per cui molti, in molti settori, non sempre sono, ma si impegnano moltissimo per sembrare di essere quello che potrebbero in effetti non essere.Tutti finiranno per essere grandi: quelli che restano al palo costituiscono la solita eccezione che conferma la regola.Caratteristica dei grandi è il successo e la ricchezza, entrambi provenienti dalla maggioranza, che successo e ricchezza per lo più potrà ammirarli in altri, anzi è felice non solo di ammirarli, ma gode a cedere del suo per la felicità di loro grandi, che a volte gli rimarranno appiccicati addosso per tutta la vita ed a tutte le ore!Anche queste sono conquiste: d’immagine fino all’idolatria e di beni sempre in crescita, spinta soprattutto dagli spiccioli provenienti dalle miserie: quelli che contano investono sempre e sempre riescono ad ottenere in omaggio quello che altri ottengono sacrificando i propri bisogni.La televisione dunque porta bene e pure impegna per prepararsi tutta la parte da recitare alla massa per lo più pagante, direttamente od indirettamente.La televisione supera tutti e tutto e giustifica sempre qualsiasi altra assenza: la cosa pubblica occupa e preoccupa tanto per farne parlare.Scuola. illegalità, occupazione e diritti pur scritti possono aspettare, come ad esempio il problema del Mezzogiorno: i Meridionali non pensano, non parlano, capiscono ed aspettano: un secolo prima od un secolo dopo purché si speri, ma non se ne faccia un dramma se non si fa niente.Qualcuno, come già avviene, può anche risolvere il tutto con propagandate trasmissioni televisive, in cui si potranno ammirare non tanto e non solo le forme, ma soprattutto sentirne tante di opinioni da star bene e soddisfatti per tutta la vita: la vita è spettacolo, come hanno capito o voluto i potenti che risolvono i problemi coinvolgendo il popolo sovrano in spettacoli, fiaccolate, giornate da ricordare, adunate più o meno oceaniche anche con accompagnamento musicale e canoro: tutti, a fine evento o giornata, soddisfatti di se stessi e pure dei potenti.Se questa non è felicità.
FIDUCIA
Col possibile di ognuno e la partecipazione di tutti il successo è assicurato.
LIONISMO
Cultura di umanità. I Lions daranno sempre di più alla società, soprattutto alla società debole, quella che soffre, quella che arranca, quella che a volte rinuncia rassegnata e quella che reagisce imbestiata: non per avere la coscienza a posto, ma perché non ci sia più da dare; non per guadagnare l’immagine di elemosinieri, ma per meritare la qualifica di amici delle genti. Volontari, i Lions non sono una classe, anche se di classe ne hanno, e tanto meno una casta: sono, per usare una immagine, il palatino che invita ed aiuta la suburra a raggiungerlo. Il motto, “we serve”, lo fa risaltare con la diffusione in tutto il mondo degli scopi, dell’etica e della organizzazione lionistici, i quali finiranno per confondersi colla società, che allora non avrà più bisogno di volontariato. Il Lionismo è dunque apostolato; è servizio reso da ogni club che avrà una propria sede, una propria struttura ed una propria tipica gestione: una vera serie infinita di fari indicanti porti amici; è esempio teorico e pratico di come vadano d’amore e d’accordo popoli di 203 stati di questo mondo, senza rinunciare al diritto di essere e di pensare, di pensare autonomamente e di confrontarsi; è impegno in ogni campo, badando solo a ben figurare; è partecipazione con la valorizzazione di principio del club, in cui è centrale la figura del socio, il quale, con carica o senza carica, è tenuto a partecipare attivamente alla vita dell’associazione, nella quale la parità è una sicura realtà; è solidarietà con interventi in qualsiasi parte del mondo; è apertura amichevole a tutte le associazioni di volontariato; è presenza all’ONU ed al Consiglio Europeo; infine è aspirazione di tanti popoli e di tanti singoli che anelano la difesa, il sostegno, la solidarietà, la libertà; è la diffusione della comprensione fra i popoli del mondo; è asserzione dei principi di buon governo e di buona cittadinanza; è grandezza col negare la corsa al potere e favorire la vocazione disinteressata al servizio e, veramente notevole, da diffondere, col prevedere la rotazione annuale dei soci negli incarichi; è realismo col sollevare chi per un verso o per l’altro si trovi in basso; è avanguardia col praticare la parità derivante soprattutto da un alto livello culturale generalizzato; è avventura col tenere il socio sospeso, come rotazione vuole, tra un incarico e l’altro, tra una conoscenza e l’altra, tra un incontro e l’altro in un mondo fatto di nobili sentimenti, di buone azioni, di bello stile e di grande entusiasmo; è informazione libera, autonoma, corretta e completa, che serve e non danneggia; che illumina e non distrae; che crea e non distrugge; che istruisce e non isterilisce; che forma e non abbrutisce; che smalizia e non plagia; che assicura lo scrupoloso rispetto del vero e del benefico, senza tuttavia negarsi l’eventualità di dare un tema o di presentare uno svolgimento; che in sintesi si regala e regala luce, cioè conoscenza per far della Terra il giardino dell’Universo, coltivato ed ordinato per la felicità di tutti gli esseri viventi: è comunicazione che illumina e non acceca, lontana dal potere di propaganda, il quale è capace di trasformare una sconfitta in vittoria, un asservimento in conquista, pubblicità in completezza di informazione, l’ignoranza in viatico per il paradiso, la conoscenza in confidenza col diavolo, il degrado secolare in tradizione da conservare, l’asocialità in realismo e via verificando. Lions è bello fin dalla nascita: liberty intelligence our nations safety. Ci senti qualcosa di “salus publica suprema lex” e par di vedere il giovanotto che urla in faccia al procer: civis romanus sum!, in una atmosfera carica di gravità, nella quale campeggiano i massimi di tutti i tempi: probe vivere, neminem laedere, cuique suum tribuere, concisi, chiari, eterni perché d’umanità pieni. L’eredità di Roma, eterna perché spirituale idea di avvicinamento pacifico dei popoli, coperta dalle macerie dell’impero caduto, viene fuori in tutta la sua grandiosità ed i Lions la fanno propria dopo tanti secoli di vacanza e tanti lutti per l’umanità. E’ il trionfo della cultura di umanità, di tutta quanta l’umanità, sul culto di personalità; è l’amicizia che vince l’egoismo, è l’uomo che il genio latino allontanò definitivamente dalla ferinità, che è civis e solo civis, capace di svolgere in qualsiasi momento qualsiasi funzione privata e pubblica, rimanendo sempre tale, perché il civis è tale solo quando non si ritiene superiore e quando non si lascia trattare da inferiore: è il nuovo cammino dell’umanità che via via va abbattendo barriere, la quale preferisce alla guerra la pace, alla conquista la collaborazione ed alle tante famiglie una sola grande famiglia. Il Lionismo è l’unico sogno concreto possibile per chiunque abbia fede.
Lions Club
Domus aequitatis defensorum
LIONS E POLITICA
Buona cittadinanza e buon governo. La cerimonia di chiusura dell’anno sociale elenca ed illustra le iniziative portate a termine, nell’anno appena concluso, e quelle da realizzare, nell’anno seguente, sempre all’insegna della sensibilità sociale. La presenza di autorità lionistiche e civili evidenzia che le alte sfere del lionismo seguono con molta attenzione le iniziative del Club e che la politica è interessata al dialogo con i Lions: buoni propositi sostenuti da finalità condivise diventeranno progetti realizzabili a breve. Non è allora casuale il ricordo di altre associazioni, di altre realtà sociali e della base tutta, che pur diverse devono ritrovarsi nella omogenea squadra irpina, campana, meridionale ed oltre. Come è risaputo, il lionismo è volontariato diffuso in tutto il mondo e profonde entusiasmo e risorse con eccellenti risultati, come ricordano gli interventi in eventi calamitosi o le iniziative nel sociale, che vanno dall’associazione italiana Lions per il diabete o dall’associazione italiana contro la diffusione della droga alla scuola per managers ed imprenditori; come si avverte un po’ ovunque, la politica, nostrana soprattutto, è alla ricerca di risultati in un momento in cui la città di Avellino è alle prese con problemi di non poco conto, tutti da meditare; in cui la Campania si trova impaniata in problemi cronici ed in cui infine il Mezzogiorno d’Italia continua a pagare gli errori del passato remoto e meno remoto: Lions e politica, nei rispettivi ambiti di competenza, hanno obiettivi coincidenti, cioè buona cittadinanza e buon governo, per cui è da augurarsi che i Lions intensifichino la loro missione e la politica faccia il suo dovere per dare al Mezzogiorno d’Italia la possibilità di dimostrare di poter e saper raggiungere da solo, colle sole proprie forze qualsiasi traguardo: investimenti ed imprese straniere libere di operare nel Sud, ma senza privilegi ed in concorrenza con Meridionali che, indirizzati e preparati all’esercizio di impresa e di industria da politica solidale, non subiranno ancora la moderna colonizzazione, spacciata per industrializzazione, di cui anche l’Irpinia ha fatto esperienza. Lions e politici hanno il banco di prova.
I LIONS E LA PACE
Una idea.
I lions dedicano services alla pace, forse perché la pace, individualmente considerata, è effettivamente non molto diffusa e, pubblicamente o, meglio, a livello di stato, è ancora abbastanza rara, essendo non molte le nazioni che dormono sonni tranquilli. Principi ed etica, accettati in quasi tutto il mondo, sono da ritenersi socialmente tra i migliori pensieri del mondo, che, però, sono storicamente disattesi: le buone prospettive di pace e prosperità finiscono per essere ideali e mistici quelli che vi credono veramente, mentre i pragmatici sanno come trarre vantaggio trasformando gli ideali in speranze e magari giurando sulla Costituzione di comportarsi con disciplina e con onore o sugli scopi di servire senza scopo di lucro o con investimento di danaro proprio. La speculazione greca, la saggezza latina ( probe vivere, neminem laedere, cuique suum tribuere ), gli insegnamenti di Cristo, lo spiritualismo orientale ed i diritti umani, nonostante il sangue versato, l’inchiostro profuso e le parole a iosa spese, hanno ottenuto risultati piuttosto modesti in concreto. I citati migliori pensieri di questo mondo, semplici ed alla portata di ogni ordinaria umana intelligenza, non portano beneficio ai pastori di popoli, che, pur facendone pubblicamente professione di fede, in realtà li tengono sempre in caldo per non servirli mai: per la loro semplicità, non sono accettati sic et simpliciter neanche dai cervelloni, che, se non proprio esoterismo, almeno una certa aulicità la pretendono sempre e che quindi, se li pigliano in considerazione, li preferiscono infarinati con la filosofia e non raramente con i filosofemi, che, in pratica impediscono ai citati migliori pensieri di fare bene all’umanità, la quale li sa, quando lo sa, trasferiti, trasformati, in ponderosi tomi, in opportune biblioteche di qualche iperuranio. Non possono essere utili all’umanità per non suscitare preoccupazioni ai pastori di popoli, i quali per la verità non solo non impediscono, ma addirittura promuovono congressi, convegni, tavole rotonde e pubblicazioni varie: in teoria per adeguare ai tempi i migliori pensieri; in pratica, storicamente sperimentata, per trasformare i migliori pensieri in fumo che induce le genti ad arrangiarsi come possono pacificamente: il mondo si arrangia come può e come la cronaca, finché può, riferisce ad ogni ora. Domina la speranza distribuita a piene mani dai politici ai popoli,che, così, possono sognare, senza limiti, giustizia, legalità, democrazia, libertà, benessere, progresso e tanto ancora, ma sognare solamente. Ricordando che anche le migliori leggi falliscono i loro obiettivi quando sono applicate da operatori che ne ignorano o ne stravolgono lo spirito e la lettera, i Lions possono prendere alla lettera scopi ed etica ed applicarli da subito con spirito lionistico, cominciando ad essere “solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti” per portarli alla normalità; diffondendo in giro per il mondo la buona cittadinanza con esempi viventi; preparando il buon governo e progettando qualche iniziativa pratica, quale l’adozione in concreto di uno stato o di una regione o di un rione o di un gruppo in difficoltà e rimetterli in carreggiata, cioè alla pari delle comunità più evolute e quindi in grado di camminare da soli: svezzato che sia uno stato o regione od altro si passerebbe appresso, liberando tanta gente dall’ essere portata per mano. E’ una idea proprio da buona massaia, quella che pensa a tutta la famiglia e fa quadrare sempre il bilancio; è però una idea pure in armonia con i migliori pensieri del mondo, a cominciare dalla Costituzione italiana, dagli scopi e dal codice dell’etica, i quali non prevedono squilibri sociali o sperequazioni di qualsiasi genere e non vogliono il mondo in mano ai peggiori, come non raramente si verifica: dai migliori pensieri del mondo, coscientemente applicati, a tanta umanità salute e pace, che non sono beni da poco. I Lions avrebbero trovato un chi, un che cosa ed un come servire tutti insieme, impegnando le proprie professionalità ed utilizzando le proprie risorse, in maniera del tutto autonoma, senza appoggiare e senza appoggiarsi a nessuno e servendo l’umanità, a prescindere da nazionalità, razza, credo ed altro. I poster celebrerebbero la pace vissuta e goduta, grazie all’azione dei Lions. E’ una idea.
L’IRPINIA E’ SEMPRE L’IRPINIA Innanzi tutto coscienza civile. Come ogni anno, l’8 novembre 2003. i Lions irpini tutti insieme hanno presentato risultati e prospettive. Tra un sito internet, services vari e l’impegno a diffondere il lionismo col dar vita a nuovi club si è provato che in Irpinia si produce anche lionisticamente. E’ arrivata, infine, l’ora della cena. Qui è stato dato di constatare che l’Irpinia, che a volte sembra assopita o distratta, è vegeta, in buona salute e dotata di ottimi sentimenti: infatti, mentre si consumava il naturale ed il superfluo, una gentile commensale ha ricordato che spesso ad Avellino delle famiglie, che non evidenziano il fenomeno per vergogna, arrivano con l’acqua alla gola alla fine del mese. E’ la dimostrazione della continuità della cultura irpina, che innanzi tutto comprende coscienza civile, solidarietà attenta, grande umanità. Alla autorità lionistiche, alle autorità civili., ai responsabili delle umane vicende, agli Irpini tutti sono anche affidati i bisogni dell’umanità sfortunata, cui fa poco bene e minor bella figura il ricordo natalizio e pasquale e cui invece sarebbe più confacente che il diritto assicurasse quella vita libera e dignitosa che la nostra grande Costituzione garantisce. La tradizione, poco fa citata ed elogiata, consentirà di articolare più equamente i meccanismi legislativi; di ridurre di conseguenza le grandi distanze tra opulenza e miseria; di assicurare ad ogni famiglia la quantità di lavoro sufficiente al rispetto del dettato costituzionale; di affidare, più che alle persone con nome e cognome, alle norme astratte, ma rispettate e fatte rispettare, del Diritto la partecipazione alla formazione della ricchezza, la quale deve essere la più diffusa possibile; di favorire l’esprimersi e l’affinarsi di capacità individuali, tese innanzi tutto alla valorizzazione del collettivo, e, contemporaneamente, di mitigare gli egoismi; di impedire la formazione di caste di qualsiasi genere e di favorire la rotazione frequente nelle cariche e negli incarichi, possibile solo quando l’istruzione è accessibile a tutti fino ai livelli alti, per cui si possa avere intercambiabilità pure frequente nelle varie funzioni. La sensibile irpina ha voluto dire che cultura di giustizia può impedire indigenti, drogati e deviati, solitamente piante non spontanee, ma indotte.
Il sito www.minichielIo.it è aggiornato molto spesso e dal quale si può prendere quel che si ritiene opportuno, evidenziandone la provenienza con da www.minichiello.it. IDEEChi siamo, che facciamo, dove andiamo. Rinfrescare a noi le idee su chi siamo, che facciamo, dove andiamo e farle conoscere anche all’esterno è cosa saggia e proficua. Splendida anche l’immagine dell’isola dei Lions, che piacerebbe, credo, costellata da concrete realtà abitative, in mattone vero, godute e gestite da amici di 193, almeno per il momento, nazioni, i quali finirebbero di essere ospiti di locali a varie stelle e troverebbero più comodo e confacente vivere loro case. Ricordo quanto scrissi in proposito qualche anno fa. “Partiti “lions”, adottati i divini honeste vivere, neminem laedere, cuique suum tribuere, continuiamo “cives”, con una propria domus sulla quale campeggi la scritta “Hic cives” ( ritengo civis l’unico pareggiatore delle diversità di questo mondo ), figlia di una propria architettura: abitata da residenti ed ospiti in continuo avvicendamento; con attività economiche svolte per lo più societariamente colla rotazione annuale della dirigenza e di tutte le altre funzioni; con la formazione di ogni tipo di professionalità da impegnare direttamente o da destinare alle istituzioni od altrove; nella quale si scriva e si parli il latino, l’italiano, l’inglese ed altre lingue e si studino, confrontino, affinino e sperimentino civiltà, politiche, leggi, statuti, comportamenti. usi e costumi vari per una società soddisfatta”. Avremmo punti di incontro e di ritrovo nostri, nei quali praticare turismo, sport e distrazioni varie; arricchire conoscenze e scoprire i benefici della meditazione, con grande soddisfazione del singolo ed efficace diffusione dell’Associazione, i cui principi ed etica sarebbero affidati a confermate coscienze e sperimentati in adatti istituti.
TROPPI O TROPPO POCHI Stampa al servizio dell’umanità. Il regolamento cerca di prevenire la non sempre encomiabile corsa agli incarichi, che sono di pertinenza e di responsabilità di ciascun socio, che nelle nomine deve tener presente innanzi tutto l’Associazione, che va affidata a chi ha specifiche qualità, da valutare con scrupolo, più che a chi ne manifesta più voglia. Massimo titolo è L.I.O.N.S. di cui gli altri sono contorno necessario, ma solo contorno: tutti i soci hanno alle spalle lunga frequentazione e notevole grado di acculturazione che li rende capaci di svolgere regolarmente qualsiasi ruolo nella Associazione, comunque temporaneo e non ripetibile. Non essendoci quindi attività lionistica che nobiliti od attività lionistica che immiserisca, restano tante funzioni e tanti incarichi: tutti buoni , qualificanti e soprattutto da onorare (cosa che grava sul delegato e su chi gli sta attorno). D’altra parte “noi serviamo” e non “io servo” (che potrebbe addirittura trasformarsi in “io mi servo”). Tanta premessa per dire che l’immagine che ci si ritrova è proprio quella che si riesce a creare col modo di essere, di pensare, di agire. Lo stesso dicasi della stampa, stampa diversa, la nostra, libera, autonoma, al servizio dell’umanità, mai partigiana, pluralistica, obiettiva, rispettosa della verità ed utile nel locale e nell’universale: gli scritti avranno attenzione se i concetti espressi saranno degni di attenzione; saranno attesi, se sapranno informare, se, cioè, diranno agli altri, per gli altri, i quali sono tanti che in questo mondo aspettano, se non proprio buone azioni, almeno incoraggiamenti, prospettive di vita migliore, soprattutto i derelitti ed i diseredati, presenti anche nei paesi ricchi e molto spesso dimenticati nei loro bisogni e nella loro solitudine. Insomma Associazione di privilegiati, propensi spesso a concedersi ed a concedere, anche in cambio di concreti attestati di simpatia, di amicizia e di rispetto od un’associazione, aperta, a certe condizioni, a tutta l’umanità, ossia, in buona sostanza si vuole la diffusione o si preferisce rimanere pochi e felici di reciprocamente ammirarsi, lodarsi ed adularsi nelle varie occasioni di incontro? In verità, presenti in 203 stati, per quanti siamo, può significare che siamo troppi o troppo pochi.
SEMINIAMO IDEE Promuovere costante elevamento. Tra gli scopi del lionismo c’e pure “promuovere un costante elevamento del livello di efficienza e di serietà morale nel commercio, nell’industria, nelle professioni, negli incarichi pubblici ed anche nel comportamento in privato”. Mentre è del tutto evidente la portata dell’assunto, meno evidente è la possibilità e la rischiosità della sua realizzazione. Infatti per promuovere bisogna voler promuovere, saper promuovere ed innanzi tutto conoscere. Mettere a disposizione della comunità certa conoscenza che comporta promozione può non essere gradito a più di qualcuno cui conviene lo statu quo. Sicché si può convenire che certo degrado di metropoli come di aree extrametropolitane serve, è utile, fa comodo. Anche un’associazione grande e grossa come quella lionistica deve tenerne conto. Ci sono usi e costumi che non giovano che a pochi e che sono fortemente imposti ed accanitamente difesi. Questi usi e questi costumi solitamente temono, più che esercito e polizia, il virus morale e culturale generalizzato, di cui portatori sono stati i vari Campanella, Bruno e Parzanese, tanto per citare alcuni di quelli già passati poco felicemente a miglior vita. Allora i lions vadano per la loro strada e sappiano che, quando si nota l’esigenza di promuovere, in genere da qualche parte di questa esigenza non si vuol sentire nemmeno parlare. I lions possono agire solo, e non è affatto riduttivo, da buoni cittadini impegnati a diffondere buona cittadinanza, la quale sola potrà eleggere buon governo. I mezzi, anche se limitati, ci sono e le risorse pure: la stampa iionistica sia riferimento morale e culturale ed i lions siano le idee viventi ed operanti di quei riferimento. Il Meridione d’Italia e tutti i sottosviluppi di questo mondo e la periferia di Parigi e di tutte le megalopoli di questa terra già da molto tempo pagano a caro prezzo la promozione che non c’è, anche se ne portano un salato conto storico. Seminiamo idee: provvederanno gli altri a realizzarle.
PUNTUALIZZARE Il virus della vanità e dell’ambizione. Alcuni risultati vengono dalla teoria e dalla pratica. ...Disponibilità ed impegno a rendersi capaci ed a rendere capaci altri di ricoprire qualsiasi carica a qualsiasi livello con la informazione e la formazione, tenendosi lontani da qualsiasi forma iniziatica di esoterismo da settarismo confessionale, che il lionismo rifiuta. ...Confermi disponibilità e volontà di servizio nei vari stadi esclusivamente l’assemblea competente per l’elezione, responsabile della scelta e dei conseguenti risultati, rifuggendo da comportamenti riscontrabili nei partiti politici, coi quali il lionismo non può avere affinità. …La cultura di umanità impedisca il culto di personalità, che ama l’incenso del successo e del primato solo per se stessi. …Si diffonda teoria e pratica di solidarietà vera, che è nemica dell’ipocrisia. Studiare situazioni, suggerire rimedi, avanzare proposte, prendere iniziative, presentare progetti e soprattutto diffondere sensibilità, competenza e virtù. …Il club affronti i vari temi della comunità autonomamente, impegnando le conoscenze e le intelligenze dei soci. ...Lo spirito di amicizia, vivo e praticato tra i soci, si concretizzi nell’essere utili agli altri, che non vanno mai offesi con elargizioni ed elemosine varie, ma incoraggiati e sostenuti concretamente per raggiungere la redenzione. …Una umanità ben informata, adulta, smaliziata e cosciente è capace di produrre per sé e per gli altri e di esprimere un cittadino istruito adeguatamente per non finire oggetto di protezione clientelare e per poter vivere autonomamente e liberamente. ...Si aiuti la società, piccola o grande che sia, a trovare nelle sue radici le motivazioni ed in se stessa le risorse per un progresso naturale ed ordinato. Di qui la opportunità, la necessità della diffusione del lionismo. L.I.O.N.S.:grandissima idea, che teme il virus della vanità e dell’ambizione, amanti degli orpelli e dei primi posti; langue e muore fuori dell’apostolato per cui nacque.
LIONS INFORMATI Formazione di coscienze e di capacità. Proprio bene: “essere Iions informati per fare proposte, suggerire progetti, lanciare idee, proposte e sfide da portare avanti”. Alla buon’ora dunque ricordiamo e confermiamo di essere come codice dell’Etica lionistica e Scopi del lionismo vogliono: guardiamoci attorno, l’umanità che ci circonda ci indica proposte, ci suggerisce progetti, ci lancia idee e ci propone sfide. Le elargizioni, le beneficenze, le elemosine non solo non eliminano le molte ingiustizie che affliggono tanta umanità, ma addirittura fanno in modo, come la storia insegna, che le molte ingiustizie rimarranno ancora per tanto tempo ad affliggere l’umanità, che si contenta anche di elargizioni, di beneficenze e di elemosine, ma solo in mancanza di meglio. The Lion continui la sua opera , ma i soci con i fatti la sostengano e la convalidino, assimilando, predicando e praticando, singolo ed associazione, motivazioni, appartenenza, amicizia e leadership, operando sempre in modo che il socio sia entusiasta ed impegnato nel lavoro di gruppo, che per essere lionistico, pur avendo un solo riferimento pratico, deve coinvolgere e valorizzare proprio tutti. Nell’Etica e negli Scopi si trova l’antidoto alle dimissioni, alle assenze ed allo scarso interessamento e pure l’antidoto a certi atteggiamenti e comportamenti che in genere causano dimissioni, assenze e scarso interessamento e recano all’esterno una immagine del lionismo non vera, se non poco edificante, per cui non solo si è pochi, ma si realizza anche meno di quanto si possa e non sempre bene. Il direttore pensa bene e scrive meglio, ma perché ciò abbia senso e valore in pratica, i soci devono essere i primi divulgatori del lionismo comportandosi sempre da lions, come si diceva all’inizio, sia all’interno che, soprattutto, all’esterno dell’associazione. Coniugando l’azione di The Lion e la gestione oculata e mirata delle risorse umane e finanziarie si possono creare interventi concreti ed efficaci per la formazione di coscienze e capacità che nelle rispettive comunità significano promozione, benessere, giustizia e pace. Ecco ciò che fa grande a conoscerlo ed entusiasmante a viverlo il lionismo puro e semplice, che non è mai utopia e resta sempre sintesi di coscienza ed azione. Operazioni di formazione di coscienze e capacità, prima culturali e poi operative, realizzate nei 200 stati in cui è presente permette al lionismo di proporsi di cambiare il mondo, che nelle sue piccole e grandi parti non anela al altro che ad una vita vera e concreta, come scandita dall’Etica e dagli Scopi. Questi, intesi e vissuti puramente e semplicemente, danno la soddisfazione di dire bene e di fare bene per se stessi e per gli altri, per cui, essendo lions in se stessi e con se stessi, diventa naturale esserlo anche con gli altri, che finiscono per essere attratti e quindi per associarsi. L’associazione ed i singoli soci daranno dimostrazione pratica che l’ingresso nel club non è il punto d’arrivo, ma l’inizio di una esistenza entusiasmante che si vive nell’associazione e fuori e, che convince, coinvolge e valorizza il socio che non abbandonerà mai l’associazione, se con essa ed in essa si sente completamente realizzato; impara anche lui a saper fare per fare bene per se stesso e per gli atri; è felice, senza fronzoli e senza orpelli, di ritrovarsi coscienza civile che vive ed opera nella società e per la società; ama la franchezza ed aborre l’ipocrisia ed infine si gode l’atmosfera pulita di buona umanità, che il lionismo vero ed autentico sa creare. Ognuno si adoperi a diffondere questa atmosfera, cioè ad intendere in teoria ed a vivere in concreto il lionismo, che è benefico tanto da poter curare il mondo dalla mediocrità, che lo avvelena coi suoi difetti e con i suoi appetiti, priva come è di idee e di ideali, che sono molto più impegnativi degli istinti che l’avvincono. A parte insistenze o ripetizioni, che non giovano alla forma, solo la sostanza, che esse intendono ribadire, ci permette di affermare: ce la faremo!
leader & lionismo
L’editoriale “leader & sionismo” conferma ancora una volta che Sirio Marcianò pensa bene, dice e scrive meglio: il suo è proprio un parlar latino, chiaro, franco ed efficace. Bella concretezza che non contrasta, penso, con chi, come me, considera il lionismo apostolato. Un apostolo vero infatti ha una idea precisa da diffondere, da dimostrare e da realizzare ed ha cognizione delle qualità utili allo scopo; vuole crescita di tutti; non impedisce mai crescita per rimanere a galla; e soprattutto cerca di essere di esempio, come d’altra parte vuole il lionismo, che richiede al socio perciò professionalità, per ricoprire qualsiasi incarico a qualsiasi livello, e coscienza e scienza per giudicare in piena libertà. Basta insomma con gli applausi di rito ed i regali di moda, che offendono l’intelligenza delle persone, disattendono gli insegnamenti lionistici e non giovano all’immagine dell’Associazione. Augurio sincero di realizzare la stampa attesa e letta da tutti i soci e punto di riferimento per gli altri. PARLA IL PRESIDENTE INTERNAZIONALEGli apostoli della civiltà del terzo millennio.Lions di tutti i continenti, dedico a voi la felicità che mi colma e mi confonde. Era nei vostri voti, è arrivata a me, giustamente torna a voi, popolo che serve, dal servo dei servi, che voi avete eletto e che ora vi ringrazia lionisticamente e lionisticamente s’avvia a compiere la missione da lui richiesta e da voi affidata. E’ norma che il presidente internazionale proponga il service accompagnato dal motto. Non derogo dalla regola. Enuncio subito il service, in sintesi, rinviando pei dettagli al normale iter. Dunque attenzione e soluzione dei grandi problemi dei momento, che sono lo scadimento morale e culturale, certamente in qualche modo ed in certe parti offuscati dal benessere economico, che privilegia in genere le apparenze ed ignora le virtù, ma altrettanto sicuramente evidenziato da differenze forti, da ingiustizie intollerabili, da ignoranza diffusa, da superstizione pagante, da fanatismo pernicioso, da idolatria etruscheggiante, da conseguente violenza, esasperata da egoismo sfrontato ed illimitato, accompagnato spesso da imbestiamento becero, prepotente, spietato e cruento, cui mancò la cura di incivilimento e cui, anzi, fu d’aiuto il cattivo esempio, la letteratura fuorviante e deviante e spettacoli incoraggianti e cui non sa far argine la società attuale impaurita, sgomenta e quindi bisognosa di aiuto, di indirizzo, di certezza, davanti a sconvolgimenti terribili, di cui le due torri americane ed il teatro russo non sono che i segni premonitori, provenienti da movimenti ed associazicni, sorti per mancanza di riferimento etico e culturale della società stessa, che, disfrenata in una esistenza senza regole o senza regole fisse e schiava del dio danaro, ha esasperato i deboli, i caduti, gli esclusi, che alla violenza armata o, neanche sempre celata, del guanto di velluto, rispondono con la violenza delle bombe, dei bossoli, dei coltelli e di altri ritrovati che la tecnica mette a loro disposizione. Porre fine a questo scontro di violenze, che crea un’autentica bufera di violenza, è compito dei Lions, fari di civiltà che illuminano il mondo colle loro opere, che la gran parte dei mondo non conosce, perché per pudore od ingenuità, non gli sono state fatte conoscere. Comunque quelle opere esistono e ben valgono a dimostrare come la tradizionale e continua pratica dell’etica e degli scopi lionistici imponga e renda più agevole questo compito ai Lions, che intraprendono con me una contemporanea ed universale azione dispiegata e spiegata in tutte le nazioni ad umili ed a grandi, insegnando teorie e realizzando progetti. Il Lionismo è ciò che inconsciamente le popolazioni attonite e disorientate invocano, cioè chiarezza. di idee, esperienze, impegno, professionalità, presenza, disponibilità, onestà ed amicizia. E’ compito allora dei Lions, cui non difetta ‘virtus”, seminare dappertutto “pietas”e “fides” per raccogliere “justitia” e “pax”, per cuiignoranza, incompetenza, malaffare, malessere, ingiustizia e violenze dicendo spariranno e saranno sostituiti con preparazione, efficienza, correttezza, solidarietà. Persino le carceri potranno essere trasformate in accademie, in cui i fuorilegge diventino perfetti cittadini, preparati educatori, vigili semplari e scrupolosi. Basteranno dei Lions competenze e mezzi opportunamente indirizzati alla diffusione dell’ insegnamento e della pratica dei reciproco rispetto e dei reciproco aiuto per continuo miglioramento. Per fortuna non sono poche né le une né gli altri, che però devono essere fatti conoscere e messi a disposizione dell’umanità inter che ne ha assoluto bisogno, utilizzando soprattutto THE LION, che è parte integrante ed insostituibile supporto informativo del seirvice, che, secondo me, è il più grande e nobile per pensiero e per portata: dare alla umanità tutta corretta informazione, mirata cioè al solo vero, colla speranza e l’impegno di mettere giuste idee in testa alle persone, aiutare queste disinteressatamente a realizzarlo per essere migliori, sicure ed in pace e sostenerlo con interventi disinteressati concreti ed anche morali, civili, umani, che a volte costano niente e fanno tanto bene. Ricordando che la beneficenza la fanno i signori, e che la redenzione è propria degli apostoli, saremo dunque gli apostoli della CIVILTÀ’ DEL TERZO MILLENNIO, votati a compiere l’ardua impresa, utilizzando tutto le nostre risorse e finanziarie ed umane per individuare errori e proporre correzioni donando conoscenza, autosufficienza, libertà e cancellando ignoranza, bisogno e soggezione, ovunque istituendo, quasi a salvaguardia delle conquiste, solamente civili e morali, club, che saranno tanti da far pensare che la maggioranza sia orientata a diventare totalità dell’umanità, la quale finalmente potrà non registrare più guerre e contrasti violenti ed infine non aver più bisogno di apostolato, costituendo essa stessa concretezza di giustizia e di concordia o di beneficenza, volontariato e missione, perché essa umanità stessa, accettando e praticando etica e scopi lionistici, saprà distribuite secondo i meriti, senza lasciare nel bisogno nessuno e nessuno solo. E’, lasciatemelo dire ancora, il più grande o nobile service: informare, formare, smaliziare, per diffondere il nostro spirito di servizio e distruggere o, quanto meno, contrastare la sete di potere e la sua arroganza; per essere ed insegnare ad essere la coscienza vigile dell’umanità e di questa la voce ferma quando invoca giustizia e solidarietà. Non tanto e non solo particolari services quindi, quali vista, diabete, sicurezza, ambiente ecc., che sono specifici delle quasi sempre sprecone e quasi mai virtuose istituzioni e che pure ci riguarderanno, quanto la corale azione estesa a tutti popoli, perché questi si vedano riconosciuti i services or ora citati come diritti. E’ insomma la centralità dei cittadino, che è pure centralità dell’uomo, messa in condizione di realizzare la sovranità popolare, che non può e non deve mai subire l’onta dei capi, e messa in moto da popolazione adulta che non ha bisogno e non tollera di essere portata per mano. Questa santa crociata, intrapresa da me e continuata, spero, anche meglio di me, da quelli che mi seguiranno è degna dei Lions, che, com’è nei fatti, costituiscono un esercito numeroso tanto da essere presente in centinaia di nazioni e soprattutto altamente professionalizzato, tanto da potersi consentire un’ impresa, questa crociata, mai tentata a memoria d’uomo per la vastità del campo e l’altezza del fìne: avvicinare tutti gli uomini colle idee ed aiutarli a praticarle in tutto il mondo con pari principi, con pari regole, con pari umanità, col risultato pratico di definite su questo mondo ogni incontro tra uomini un incontro tra amici o, nella peggiore delle ipotesi, un incontro tra esseri umani che si rispettano l’un l ‘altro. Vi ho proposto un’opera colossale: io l’ho firmata, voi, la compirete. Ne sono certo. Infatti è un’impresa da leoni. E’ la divina crociata, consentitemi di ripeterlo ancora, per convincere l’umanità intera a concepire a credere, a praticare il reciproco rispetto ed il reciproco aiuto, singolo per singolo e comunità per comunità, come nella foresta tutti gli alberi, vivono insieme ognuno la propria singolarità, naturalmente. Ed ora non facciamo aspettare oltre l’umanità. Al lavoro, all’insegna di: fides vis, certamen ratio.
CONSIGLI DI PRESIDENTE INTERNAZIONALE Mai capi, lions sempre. Diamo dunque sostanza al lionismo anche nella forma limitando al massimo tutto ciò che sa di facciata e di coreografia: noi lions non siamo mai capi, noi siamo lions sempre. Raccomando l’eleganza discreta nella vita e nelle occasioni di incontro, realizzata possibilmente da artigiani locali. Raccomando un indottrinamento lionistico semplice e pratico, ma anche profondo, e la rinuncIa a qualsiasi forma iniziatica di esoterismno da settarismo confessionale, che il lionismo rifiuta. Raccomando di affidare la disponilità e la volonta di servizio nei vari stadi alla assemblea competente per l’elezione, rifuggendo da accompagnare la candidatura con atteggiamenti riscontrabili nei partiti politici, coi quali il lionismo non può essere confuso. Paccomando di accettare come unico segno distintivo, il nostro distintivo che identifica coscienze e non censi o posizioni. Raccomando di portarlo con onore e stile anche nelle sventure. Raccomando solidarietà tra soci, che sono amici al di là dello spazio e del tempo. Raccomando di praticare la solidarietà ai non soci, aiutando chiunque a provvedere autonomamente ai propri bisogni. Raccomando di non legarsi alla carica, ma solamente alla sua ricopertura nel tempo consentito e nel migliore dei modi. Ricordo che in un anno non si possono portare a termine molte cose. ma se ne possono ben avviare tante. Raccomando di incontrarsi spesso, ciò che è del tutto naturale e piacevole tra amici, scambiandosi pareri , raccontandosi le buone cose fatte e chiedendo aiuto in caso di insuccesso. Raccomando di scambiarci spesso pensieri scritti ( ciò che abitua alla comunicazione, molto utile per svolgere l'attività di socio ed oltre ), che rinsaldano i rapporti e li nobilitano. Invito ad utilizzare nel migliore dei modi la nostra informazione e per legare sempre più nella convinzione i lions e per trasmettere all’ esterno il messaggio lionistico, onde moltiplicare i club, poiché il lionismo è universale, cioè rivolto a tutti perché tutti ne apprezzino la bontà dei principi e delle finalità e si convincano a riunirsi a noi in nuovi club Invito tutti ad evidenziare le qualità lionistiche coll’ esempio e la disponibilità e di costituire punti di riferimento nella società colla presenza e con l’azione. Invito tutti e solidarizzare in concreto con il socio che cade sotto i colpi della malasorte ( creando un fondo di previdenza, alla cui gestione destinare con rotazione annuale lions competenti e disponibili ). Non preparatemi grandiosi ricevimenti, ma leggetemi lunghe liste di buoni risultati e di buoni progetti . Farete gioire me ed avrete onorato il lionismo. Dopo queste raccomandazioni e questi inviti. e con l’ impegno di rappresentare degnamente tutti voi mi congedo con un a presto rileggerci,risentirci, rivederci, certo della vostra comprensione per le ripetizioni, che ho ritenute importanti e perciò necessarie.
ORDINE DEL GIORNO Il lionismo è fede, è milizia, è apostolato Amici lions, il lionismo è fede, è milizia, è apostolato. Di ognuno disponibilità ed impegno a rendersi capace ed a rendere capace altri di ricoprire qualsiasi carica a qualsiasi livello con l’informazione e con la formazione. Di qui l’importanza della partecipazione alle riunioni, durante le quali ognuno dei preposti al servizio dia ragguagli sul servizio stesso e sulle prospettive, utili soprattutto al suo successore, rivolga ed accolga quesiti e suggerimenti da qualsiasi socio. Il club, che avrà distribuito, gratuitamente, ad ogni socio pubblicazioni riguardanti il lionismo e la sua pratica diffusione, promuoverà attività proprie ed un organo di informazione, che illustri il pensiero, le finalità, le opere del club stesso, cercando, con la sua diffusione, apprezzamenti, condivisioni ed adesioni. Attività ed informazione sono inscindibili. A fine anno ognuno degli incaricati è automaticamente decaduto e potrà aspirare solo ad incarichi superiori. Ogni socio deve ricoprire, almeno una volta, cariche sociali, sempre espresse dall’assemblea e mai scaturite da automatismi. Perciò il socio, libero, autonomo, cosciente e responsabile, deve e deve poter manifestare sempre e sempre direttamente la sua opinione, essendo inconcepibile qualsiasi forma di delega, ed, ove sia impedito di partecipare di persona, far conoscere il suo punto di vista per iscritto. Tutti gli atti, dalla corrispondenza ai verbali, rispecchiino lo stile lionistico. Soprattutto il bilancio deve rispondere ai dettami della contabilità ordinata, voluta dal codice civile, ricalcare quella dirittura e quelle professionalità che sono tipiche di ogni lions ed essere inviato ad ogni socio, anche a mezzo pubblicazione sul citato organo di informazione, perché il socio stesso abbia tempo e modo di maturare la sua opinione. Consiglio, insomma, è lavoro d’insieme, lavoro di equipe; come conviviale è occasione di partecipare tutti alla vita del club, senza esagerare in mondanità. Ciò per l’ottimale svolgimento della vita del nostro club, che, antico per fondazione, deve essere all’avanguardia per prassi, per pensiero, per atti, affidati a tutti i soci, ai quali sottopongo pure questo mio atto di presenza. Vi ringrazio dell’attenzione e Vi auguro sereno lavoro.
D I F F U S I O N E Regaliamola stampa lionistica:diamo speranza,infondiamo fiducia,avviamo l’umanitàa costruirsi un mondoben vivibile per tutti.
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| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Maggio 2011 16:29 ) |





