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Mercoledì 10 Febbraio 2010 20:15

LIBERTA’

Più mestieri, più professioni, più arti, più conoscenza, per avere potere contrattuale individuale.

Di Nunziante MINICHIELLO

Dignità e libertà non si aspettano o ricevono in regalo e non si acquistano con denaro, per il quale anzi quasi sempre si perdono, ma si conquistano giorno dopo giorno approfondendo concetti, evitando coinvolgimento in azioni che possono esporle a rischio e mettendo da parte alternative di lavoro e di vita: educare alla libertà vuol dire proprio non far rimanere in balia del destino, spesso avverso, come testimoniano crisi, prevedibilità a parte, fallimenti di imprese, chiusura di impianti e venir meno comunque del sostegno economico.

Essere preparati a qualsiasi evenienza ed avere fiducia nelle proprie forze dà serenità, fa godere la vita, che si affronta sempre e dalla quale comunque non si fugge mai: suicidi, droghe, alcool, fumo ed altri diversivi non eliminano guai; protesta forte, violenza e forza anche armata, pur denunciando l’eventuale inadeguatezza delle autorità locali e centrali a governare i problemi, non migliorano la situazione ed il cittadino, pur essendo la legge scritta dalla sua parte, potrebbe essere invece indotto da circostanze ad atti illegali.

L’educazione fa rispondere agli stimoli esistenziali con coscienza e con razionalità, alimentando la capacità di valutare, affrontare e controllare i fenomeni senza fare male e senza farsi male.

 L’umanità, forte dell’esperienza storica, è in grado, solo che lo voglia, di dare direttive di libertà valide per tutti a qualsiasi latitudine ed a qualsiasi longitudine, come avvenne con i Romani, che, pur conoscendo il valore della forza, sostituirono i rapporti di forza con i rapporti di legge, inventando il diritto che tutto il mondo conosce: nel giusto stava chi poteva dimostrare d’essere rispettoso, a prescindere dalla carica e dal censo, della lex, che era anche etica, incarnata dal civis pareggiatore.

Con i Romani, pragmatici per eccellenza, l’astratto ebbe il sopravvento sul concreto, la virtù in alto e più in basso il piacere della ricchezza: civis fu la grande, a volte difficile e cara qualifica, che assimilò gli esseri umani tra loro e li rese sudditi solo dell’astratto, cioè della lex, il cui imperium nei confronti di tutti era garantito dalla vis romana.

L’umanità, per natura non abitudinaria, però, non si comporta sempre alla stessa maniera e cambia habitat e stile di vita, spesso ignorando o negando regole di pacifica convivenza: diverse abitudini comportano diverse attitudini e diversi risultati, ossia differenze culturali, economiche e politiche, che, confrontandosi o scontrandosi, affermano il colossalismo, che dell’umanità finisce per controllare l’esistenza, concentrando in pochi il sapere, il potere economico ed il potere politico, impedendo diffusione di responsabilità, di compiti dirigenziali e di riconoscimenti di qualità umane e riducendo infine la libertà a pura illusione od a sopravvivenza assicurata in irreggimentate organizzazioni, ove si possono sognare potere decisionale, potere contrattuale e potere in genere, ivi compresa la possibilità di scegliere l’attività, che a volte diventa scelta di vita.

Scuola ed esempio realizzino concreta parità civile e conoscitiva; avviino la realizzazione della sovranità popolare in spirito di solidarietà: imparare a vivere da pari; saper fare più mestieri, conoscere più professioni, esercitare più arti, arricchirsi di utile conoscenza, per avere potere contrattuale individuale capace di ridurre il prevalere dei poteri forti; realizzare, spontaneamente ed a seconda della convenienza, la mobilità, passando da un lavoro, manuale e di concetto, all’altro e pure da dipendente a lavoro autonomo di impresa in qualsiasi settore, in qualsiasi luogo ed a qualsiasi età, magari a dispetto dei fautori di ignoranza, eccetto corsi di formazione; di inventori di distrazioni; e di propagatori di vizi e di tutti quelli che sostengono a vita ragazzi e fanno adulti con droga, alcool, violenza e tanto sesso in non sempre tranquilla esistenza.

Libertà di singoli e di nazioni. universalmente uniti da vincoli di solidarietà, converte armi in attrezzi utili ad addestrati eserciti di pronto intervento nelle calamità naturali e nelle umane disgrazie: iter di grande umanità, spianato, sostenuto e rinfrescato da idee in continua analisi ed evoluzione, diventa cultura universale di cittadinanza universale, la sola capace di mantenere in pace il mondo finalmente concorde e pur diverso.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 10 Settembre 2012 10:51 )
 

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