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APPUNTI PER I MERIDIONALI Stampa E-mail
Venerdì 11 Dicembre 2009 15:18
APPUNTI PER I MERIDIONALI Studio e pratica daranno ai giovani il futuro. Di Nunziante MINICHIELLO Curiosità e voglia di conoscere spesso finiscono in distrazioni, lontane dall’utile sapere, che rende la vita facile e soddisfacente: Orbilio, che pretendeva di insegnare con le percosse; Cafo, che per disciplina intendeva durezza nei confronti di subalterni, e padrone, che, interprete del chi comanda fa legge, a volte impersonava pure Orbilio e Cafo, sono comunque sempre presenti nell’immaginario popolare, facendo trascurare studi, ignorare Costituzione, rinunciare a qualifiche ed allontanare il lavoro. Della conoscenza apprezzava l’importanza l’ultimo convinto, cosciente, coerente, vero, autentico e grande civis di Roma, l’imperatore Giuliano, il “filosofuzzo”, poi temuto stratega e stimato uomo di stato, dalla vita esemplare, la cui morte paga a carissimo prezzo l’umanità, che non trova ancora il modo di riconoscergli il grande senso di responsabilità dimostrato distraendo con argomenti filosofici e tacendo autori e mandanti della sua uccisione: sapere non è saccenteria, ma conoscenza anche di arti e mestieri, che, se ben appresi, facilmente danno lavoro, decoro, libertà ed infinite possibilità, manuali e di concetto, messe a disposizione dal solo mestiere, cioè dalla sola conoscenza teorica e pratica di fare. Strumentalizzare tutto, dalla grammatica, utile a parlare ed a scrivere bene, alla storia ed alla geografia, necessarie per sapere donde si venga e con chi si viva: ci si accorgerà, inoltrandosi nel sapere, della importanza del latino, delle scienze, delle tecniche e della politica, tutti riguardanti la esistenza, dal lavoro al divertimento. Scuola per allievi, che apprezzeranno conoscenza e cultura; scienza e tecnica e quindi testi e manuali: mai più scuole classiste per frequentazione e per destinazione, ma studio di base uguale per tutti ed a tutti utile per qualsiasi ordinario inserimento o per qualsiasi approfondimento e specializzazione, in concreto obbligatorio liceo classico arricchito da arti, mestieri e lingue parlate: generale parità culturale di base facilita parità sociale e civile, poco influenzate da funzioni, alte e basse che siano, e da condizioni economiche, più o meno consistenti che siano, ma mai tali da incidere sulla parità. Arti nobili e mestieri ignobili potranno pure persistere nelle considerazioni superficiali, ma sarà facile convincersi che non è il tipo di lavoro a dare dignità alla persona, ma è l’uomo a dare peso e lustro alla sua opera, e che, per arrivare, non è tanto importante donde si parta quanto che si parta presto decisi ad arrivare. Preparazione, coscienza, impegno e produttività fanno il cittadino libero e sovrano, la nazione autonoma e sicura, impediscono la formazione di caste e realizzano l’aristocrazia del lavoro in cittadinanza omogenea, solidale e serena, unita da convinzioni condivise e sancite nei codici: studio e pratica daranno ai giovani le capacità di far proprio il futuro senza questua di favori e di raccomandazioni e consci dell’arduo cammino, lungo il quale sarà difficile avere spinte e rifornimenti e non raro finire sotto i riflettori della cronaca, avida di disgrazie.
 

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