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NISIDA, ACCADEMIA DEGLI ULTIPRIMI Stampa E-mail
Lunedì 19 Ottobre 2009 18:35
NISIDA, ACCADEMIA DEGLI ULTIPRIMI Un esempio di bella umanità da esportare. Di Nunziante MINICHIELLO Esempio di altissima civiltà potrebbe venire da semplice cambiamento di denominazione e da una meno facile impostazione di programma: Nisida, già sede di accademia aeronautica, eletta sede dell’Accademia degli ULTIPRIMI, con nuova insegna, con nuova prospettiva e con nuova divisa. Polizia penitenziaria integrata con specializzati docenti potrebbe cambiare le abitudini ed il futuro degli ospiti di Nisida ed orientare in modo completamente diverso le politiche di intervento nel settore della legalità relativa al mondo minorile e non. I giovani potrebbero essere interessati ad un futuro di riguardo ed abbandonare l’”educazione” da facile guadagno e da illegalità, verso cui sarebbero spinti pure da letteratura, illustrata da televisione nei minimi particolari, e dalla tradizione di chi gestisce la cosa pubblica: delitti e pene, così come interpretati, portano allo stato descritto dalla cronaca quotidiana, la quale chiarisce pure che prepotenza e cattive azioni non provengono solo dai quartieri, chi sa perché, lasciati nel degrado, e che la violenza è in continuo e costante aumento, nonostante le grandi manifestazioni, i tanti convegni, le solenni dichiarazioni ed i buoni intendimenti. Dunque minori avviati a case famiglia od a carceri per minorenni potrebbero optare per corsi di alta professionalità in accademia vera, dura perché da grandi obbiettivi: libera scelta e doveri da compiere con impegno ed entusiasmo, sotto l’occhio attento di motivati e preparati maestri, oltre che dei genitori e dei giudici tutelari, che favorirebbero la credibilità e la fruibilità del progetto, i cui frutti si vedrebbero da subito. Poi chiarezza di leggi, certezza di pena e rapidità di giustizia, naturali e costituzionali, creerebbero subito fiducia nello stato e nelle istituzioni e forte slancio nelle attività, cui la futura alta professionalità dei nuovi accademici porterebbe fresca linfa per continuare a migliorare la società, che, forte del diritto, non avrebbe bisogno di amicizie e di raccomandazioni per realizzare e per realizzarsi. L’intero sistema Italia, che, comincia a riscoprire patria, bandiera ed inno nazionale, avvertirebbe il sostanziale apporto del Sud alla costruzione della Nazione, una, libera, indipendente, pacifica, serena e stimata nel Mondo. La repressione, affidata agli slogan, tipo “non abbasseremo la guardia”, non fa impressione: mentre è da vagliare il successo della solidarietà, mai sperimentata verso categorie trascurate. Solidarietà è comprensione, è mano tesa con qualcosa da dare, non è debolezza, non è perdonismo, non à baratto e tanto meno compromesso, anzi è coraggio, è rispetto della persona e della tanto citata per quanto disattesa Costituzione. Lo stato, ossia i rappresentanti istituzionali e le istituzioni, diventerebbe punto di riferimento del cittadino, che, senza intermediari e raccomandazioni, in caso di necessità potrebbe rivolgersi direttamente per avere sollecito sostegno, in rispetto dall’articolo 2 della Costituzione, la quale dovrebbe essere conosciuta per essere attuata ed anche corretta, sempre però nell’interesse della intera comunità, la cui serenità è scopo principale di ogni serio e responsabile legislatore. L’esperimento di Nisida potrebbe essere preso ad esempio e potrebbe diffondere dappertutto la sicurezza, che ora si invoca, evitare a tanti giovani il calvario prescritto dal codice penale, alleggerire le carceri, migliorare i servizi affidati alle nuove competenze, incrementare la produttività in genere e migliorare la qualità della vita e l’immagine dell’Italia. Ragazzi e non, partiti ultimi, si troverebbero ai primi posti per professionalità e dirittura, liberando tanta umanità dal timore o dal terrore di scippi ed aggressioni e finendo campioni di legalità in una società che comincia ad evidenziare i suoi limiti in tutti i settori e quindi ad avere bisogno di capacità vere per poter aspirare a veri risultati, spesso ovviati con vanterie e fenomeni di facciata, che non la danno a bere più a nessuno: trattati di amicizia non escludono concorrenza e preparazione all’altezza delle esigenze del nuovo millennio, che, pur frastornato ed abbagliato dalla forma, alla fine premia ancora la buona e consistente sostanza. La comunità, che pure ha grosse responsabilità nei confronti dei deviati, eviti che i giovani da Nisida arrivino a Poggioreale: occasione di riscatto, pur tardiva, avvierebbe tanti giovani ad essere utili e non nocivi alla società, che paga a caro prezzo le sue leggerezze, le sue negligenze, le sue debolezze ed in sintesi i suoi vizi, in perenne contrasto con i suoi doveri, quali giustizia, istruzione, parità, sicurezza e tutte le altre prescrizioni contenute fin dall’inizio della Costituzione. Riuscirà completamente l’operazione, se non sarà considerata una delle tante opportunità per sistemare bene amici e parenti né uno dei soliti corsi di formazione né altro analogo progetto, ma sarà programmata e realizzata da subito come alta scuola, ove all’impegno risponderà la soddisfazione ed al merito seguirà il concreto riconoscimento ed ove l’allievo sarà e saprà di essere al centro di tutte le attenzioni. Un esempio di bella umanità da esportare.
 

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